Confesercenti della Provincia di Imperia aderisce alle due giornate nazionali del 9 e 10 settembre dedicate a “Confesercenti presenta i conti – La contabilità territoriale del processo di desertificazione”, con l’apertura straordinaria della sede provinciale per la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.
Due giornate importanti durante le quali Confesercenti metterà a disposizione di cittadini, operatori economici e istituzioni informazioni e dati dettagliati sugli effetti che la progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche sta producendo sull’economia e sulla vita dei nostri territori.
I numeri evidenziano infatti una differenza sostanziale tra gli acquisti effettuati presso le attività fisiche e quelli che si concentrano sulle grandi piattaforme online: per ogni 100 euro spesi nelle attività fisiche, circa 70 euro rimangono e si radicano nel territorio; al contrario, per ogni 100 euro spesi online, circa 70 euro si delocalizzano.
Non si tratta di contrapporre il commercio tradizionale al commercio online, che rappresenta un’opportunità importante soprattutto quando è integrato con le attività fisiche. Il problema emerge quando una quota sempre maggiore della spesa viene trasferita verso le principali piattaforme marketplace, determinando l’allontanamento dal territorio di una parte significativa del valore generato dalla vendita.
Il commercio di prossimità rappresenta, infatti, una vera e propria infrastruttura economica e sociale del territorio. Un negozio aperto non significa soltanto vendita di beni: significa occupazione, reddito d’impresa, immobili utilizzati, affitti, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali, sicurezza, presidio delle strade e delle piazze, accessibilità ai servizi e coesione sociale.
L’obiettivo dell’iniziativa di Confesercenti è proprio quello di quantificare ciò che spesso viene percepito, ma rimane implicito: il valore dell’intero ecosistema economico che ruota intorno ai punti vendita di prossimità.
I dati nazionali restituiscono un quadro che merita grande attenzione: dal 2019 al 2025 hanno chiuso in Italia 111.455 attività commerciali, con una perdita di ricchezza sottratta ai territori stimata in oltre 16 miliardi di euro. A questa cifra devono essere aggiunti gli effetti, difficilmente quantificabili in termini monetari, derivanti dalla minore disponibilità di servizi, dalla perdita di coesione sociale e dal progressivo indebolimento del presidio e della sicurezza dei centri urbani.
«Quando chiude un’attività commerciale – sottolinea *Sergio Scibilia, Presidente provinciale di Confesercenti* – non perdiamo soltanto un’impresa. Perdiamo una parte dell’economia che rimane sul territorio, un servizio per i cittadini e un presidio delle nostre vie e dei nostri centri. Dietro ogni negozio ci sono posti di lavoro, famiglie, proprietari di immobili, professionisti, artigiani, fornitori e servizi. Per questo vogliamo presentare i conti della desertificazione commerciale: dobbiamo rendere evidente quanto costa alle nostre città perdere progressivamente il commercio di prossimità».
Da qui la necessità, secondo Confesercenti, di una politica pubblica organica che riconosca il valore economico e sociale delle attività di vicinato e introduca strumenti concreti per favorirne la permanenza, la nascita e lo sviluppo.
Proprio per sostenere questo obiettivo, nelle giornate del 9 e 10 settembre la sede provinciale di Confesercenti sarà straordinariamente aperta per consentire ai cittadini di sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.
L’obiettivo nazionale è raggiungere 50.000 firme, portando all’attenzione del legislatore la necessità di interventi concreti contro la desertificazione commerciale e per la tutela della vitalità economica e sociale delle città.
«Invitiamo i cittadini della provincia di Imperia a partecipare e a firmare – conclude Scibilia – perché difendere il commercio di prossimità significa difendere la qualità della vita delle nostre comunità. Non è una battaglia che riguarda soltanto i commercianti: riguarda tutti coloro che vogliono continuare a vivere in città e paesi vivi, sicuri, accessibili e capaci di offrire servizi. Cinquantamila firme possono dare forza a una proposta concreta e contribuire a costruire un futuro migliore per le nostre città»