Salari: Confesercenti, recupero potere d’acquisto frenato anche da esplosione dei contratti pirata, nel terziario e nel turismo sottraggono 1,5 miliardi l’anno

“Il recupero del potere d’acquisto delle famiglie è frenato anche dal dumping contrattuale. I contratti ‘pirata’, accordi firmati da sigle prive di effettiva rappresentatività, nel solo terziario e nel turismo sottraggono complessivamente 1,5 miliardi di euro l’anno ai lavoratori rispetto ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Risorse che mancano ai consumi e quindi alla domanda interna”. Così Nico Gronchi, Presidente di Confesercenti.

“Ma il danno non è solo salariale: con i contratti in dumping si perdono anche sanità integrativa, assistenza e welfare contrattuale. Stimiamo fino a 350 milioni di euro l’anno di prestazioni non erogate nei soli settori del terziario e del turismo. Ogni lavoratore in dumping rinuncia in media fino a 1.900 euro annui di tutele: fino a 1.000 euro di copertura sanitaria e fino a 900 euro di altri servizi, dalla cura dei figli all’assistenza agli anziani, dalla scuola alla formazione. Prestazioni che fanno parte del sistema di bilateralità e che nei contratti ‘pirata’ scompaiono. Il fenomeno colpisce in modo particolare il Mezzogiorno, dove si concentra oltre la metà dei lavoratori coinvolti: così il dumping contrattuale amplifica le disuguaglianze territoriali e scarica i costi della concorrenza sleale proprio sui territori più fragili e sulle imprese che rispettano le regole. Serve una risposta di sistema: va aperto subito un confronto stabile tra Governo, sindacati e associazioni d’impresa. Contrastare i contratti pirata significa difendere lavoro di qualità, concorrenza leale e competitività dell’economia italiana”.

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